Cinema: bene i film d’essai, ma da Franceschini decreto pro-piattaforme

La posizione della Fice
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03.05.2021 -“Gli ottimi risultati ottenuti in questa prima settimana di riaperture da due film d’autore come Nomadland e Minari dimostrano due cose importanti: la gran voglia del pubblico di tornare al cinema e la bontà della scelta fatta dalla sale d’essai, tra le più numerose ad aver riaperto”.

È quanto afferma Domenico Dinoia, Presidente della Federazione Italiana Cinema d’Essai – FICE, nel commentare i risultati del box office italiano ad una settimana dalle prime, seppur parziali riaperture. “Merito anche della grande passione degli esercenti specializzati nella programmazione di qualità, che hanno saputo coinvolgere il pubblico con iniziative molto originali”.

Ad amareggiare il settore, tuttavia, l’emanazione lo scorso 1° maggio, da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini, di un nuovo decreto che, pur ripristinando la prioritaria destinazione cinematografica delle produzioni italiane finanziate dallo Stato, ne riduce in modo drastico (da 105 a soli 30 giorni) il periodo di esclusiva fino al 31 dicembre 2021. “Una decisione”, sottolinea Dinoia, “che si traduce nell’ennesimo favore alle piattaforme per il passaggio streaming dei film italiani prodotti con il sostegno pubblico, praticamente quasi tutti”.

“Inoltre”, prosegue il Presidente FICE, “come già evidenziato dall’ANEC, nessun film italiano di punta, tra i tanti in attesa di uscire, è stato messo a disposizione delle sale che hanno riaperto, e difficilmente lo sarà fino a fine agosto. Adesso si aggiunge un decreto che sostanzialmente suona come un invito ai distributori ad orientarsi verso le piattaforme, lasciando alle sale l’onere di fargli pure una bella promozione”.

Il cinema italiano”, conclude Dinoia, “può e deve giocare un ruolo importante nel rilancio della fruizione del cinema in sala. Sarebbe davvero un errore imperdonabile se tutto lo spazio delle sale venisse occupato da film di produzione estera, relegando il nostro cinema ad uso e consumo di piattaforme e televisioni”.

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