Si è svolta mercoledì 4 novembre, presso il Teatro Argentina di Roma, la giornata di studio “Il ruolo dello spettacolo dal vivo nell’Italia del XXI secolo”, organizzata dall’Associazione Nazionale Critici Musicali e dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro con il patrocinio di AGIS.
I lavori si sono articolati tra una sessione mattutina dedicata alla contemporaneità con artisti e autori e un confronto pomeridiano sul nuovo Codice dello spettacolo tra Governo, Parlamento e direzioni dei teatri.
Nel corso del pomeriggio è intervenuto il presidente dell’AGIS, Francesco Giambrone: «Sul Codice dello Spettacolo registriamo un’anomalia di metodo: dopo un percorso lungo e condiviso con il governo in cui AGIS ha indicato quelli che ritiene essere gli elementi imprescindibili per il settore, non abbiamo oggi la certezza che le istanze presentate dal nostro comparto siano state recepite negli ultimi aggiornamenti del testo legislativo. Il Codice deve poggiare su due cardini: fiducia e futuro. Occorre superare un impianto normativo basato sulla sfiducia e su un eccesso di burocrazia per costruire un patto di responsabilità condivisa e una concreta semplificazione per tutte le realtà dello spettacolo dal vivo. Servono regole coerenti con i principi: non potrà mai esserci un vero riequilibrio territoriale se si premia chi raccoglie più risorse private perché così si penalizzano i contesti più fragili, né si tutela il rischio culturale legando le premialità ai soli incassi di botteghino. Con spirito propositivo, a poche settimane dalla scadenza della delega, rivolgiamo un appello al Parlamento e al Governo: lavoriamo insieme per dare a questa riforma un’anima e un’autentica visione di futuro.»





