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SCUOLE DI DANZA: AMALIA SALZANO “GRAVE L’ASSENZA NEL DECRETO STESSO”

“La tremenda emergenza del  covid-19  ci ha travolti, immergendoci  in una situazione surreale che mai avremmo potuto  immaginare, soprattutto dal punto di vista sanitario, bloccando quasi tutte le  attività  lavorative. Improvvisamente anche  le scuole di danza hanno dovuto chiudere i battenti.” Dalle pagine del portale giornaledelladanza parla Amalia Salzano, Presidente AIDAF.

“All’inizio di questa chiusura – scrive la Salzano – imposta, giustamente,   per il contenimento del maledetto virus, si pensava di poterne uscire più facilmente, ma, purtroppo, l’epidemia è dilagata con violenza, costringendoci a restare chiusi in casa.Le scuole di danza hanno praticamente posto fine alle loro  attività. Sarà difficile si riesca a riprendere qualsiasi cosa prima dell’estate. Il momento è drammatico anche dal punto di vista economico. Il danno è enorme e, se non si prevederanno  aiuti, molte saranno a rischio di chiusura”.

“All’interno di questa crisi, il settore della formazione privata si è trovato spiazzato e senza tutele. La mancanza di unità e la dispersione delle migliaia di scuole di danza disseminate sul territorio nazionale, strutturate sotto forme giuridiche diverse, ha fatto sì che, negli anni,  non fosse riconosciuta una vera  categoria di settore e, mai come in questo momento, si sta prendendo atto della gravità di tale  situazione e di questa mancanza di identità unitaria”.

“Nel decreto “ Cura Italia”  del 17 marzo, la categoria delle scuole di danza private non è  citata in alcuna misura di sostegno, sia in termini di ammortizzatori sociali che in altri ambiti economici. Le scuole devono appoggiarsi alle varie norme a seconda se siano costituite come asd o piccole imprese etc… Ma nulla è diretto a loro esplicitamente. AIDAF, (Associazione Italiana Danza Attività di Formazione),  l’Associazione che rappresento, si batte da sempre per la formazione. La sua mission  è la  tutela e valorizzazione della professione di insegnante di danza, il  riordino e la regolamentazione delle scuole private, oltre che la diffusione  della cultura della danza.”

“Lavoriamo da  anni in questa direzione e  ci tengo molto a precisare una cosa – sottolinea la Salzano : Aidaf è una Associazione Nazionale di Categoria e, come tale, lavora per l’intero settore, senza distinzioni di sorta. Attraverso l’AGIS, la più grande Associazione di Categoria per lo Spettacolo dal vivo, ha sempre interagito con il governo. In questo frangente drammatico  non si è mai fermata, lavorando col sostegno di Agis, per tutelare le scuole di danza e per farne riconoscere l’identità, in quanto facenti parte a pieno titolo dello Spettacolo dal vivo,  quale base fondamentale della filiera della danza: senza le scuole non ci sarebbero i danzatori, e quindi le compagnie e gli spettacoli”.

“Abbiamo ottenuto che, nel documento “Osservazioni al DL Cura Italia settore cinema e spettacolo dal vivo”, presentato da  quattro Associazioni: Agis, Federvivo, Anfols e Anec,  in una riunione della Conferenza delle Regioni organizzata per  analizzare le criticità del Decreto “Cura Italia”, si aggiungesse un capitolo (la Lettera H) sulle “Scuole di danza private. Nella memoria presentata da Confcommercio alla Commissione Bilancio del Senato, ai fini della conversione del decreto, sempre grazie a noi, viene esplicitamente segnalata la grave assenza della categoria delle scuole di danza nel Decreto stesso!”

“Ci stiamo battendo come  sempre  perché l’insegnamento della danza venga riconosciuto e tutelato. Basti pensare che a novembre 2017 abbiamo ottenuto che nella  Legge sullo  Spettacolo dal vivo, venisse introdotta una normativa per regolamentare l’insegnamento della danza tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti validi su tutto il territorio nazionale per dare  finalmente piena dignità professionale alla figura dell’insegnante di danza e tale iter riprenderà sicuramente al termine di questa emergenza”.

“Faremo tutto il possibile – conclude la Salzano – ,  ma  sarebbe  importante, oggi più che mai,  essere uniti e non disperdere le energie, facendo finalmente  fronte comune per raggiungere i nostri obiettivi e per una danza di qualità. Con l’augurio per tutti noi di uscire al più presto da questo brutto incubo e tornare quanto prima nelle sale danza e nei teatri!”

AGIS
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