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LA SCALA SI RACCONTA AD ADULTI E BAMBINI

(IL GIORNALE) Il Museo Teatrale alla Scala lancia un calendario di eventi digitali tramite la sua nuova pagina FB, Instagram e l’app. Tutti i mercoledì a partire da quest’oggi, manda in onda un documentario realizzato in occasione delle mostre allestite al Museo, l’appuntamento è alle ore 10 ma rimane online per un mese. La domenica, invece, con la serie Museo Kids, Augusta Gori racconta ai bimbi storie e aneddoti del mondo dell’opera. Lo fa con metodo e ancor prima spirito montessoriano, in modo intrigante (anche per noi adulti), e gustoso: nel senso che domenica prossima, per spiegare i peccati di gola di Rossini, metterà in padella un tacchino.

Il venerdì, si offre una visita organizzata del museo attraverso l’app Oggi si parte con il docufilm su Mario Botta, l’architetto elvetico che l’alba del Duemila mise mano alla struttura della Scala firmandone il restauro così come ora si sta occupando del nuovo edificio alle spalle del teatro, lungo via Verdi, e che accoglierà – anzitutto – la sala per i ballerini e quella per le prove e incisioni discografiche dell’orchestra. Al sesto minuto del docufilm, Botta spiega che «questo è il 2004» indicando l’area consegnata 16 anni fa. «E questo è il 2020»: la matita sosta sulla torre di 38 metri con sbalzo in omaggio alla Velasca e che si preventivava di consegnare quest’anno, si vedrà se la scadenza potrà essere rispettata dato il fermo dei lavori. Botta narra la nascita della Scala, luogo dell’immaginario collettivo, voluto fortemente dalla borghesia milanese di allora, «coraggiosa perché fece demolire la chiesa di Santa Maria della Scala per sostituirla con un nuovo meccanismo di illusione scenica».

Perché ieri come oggi lo spettatore va a teatro, aspetta che si spengano le luci «per sognare collettivamente i grandi amori e tragedie attraverso l’illusione scenica». Botta racconta gli sviluppi del teatro attraverso schizzi e disegni: il tratto nero indica cosa è rimasto del Piermarini di sempre, in blu ciò che lascerà spazio alle aree disegnate in rosso. La figura di Botta torna nel documentario dell’8 aprile intitolato «La Magnifica Fabbrica – 240 anni del Teatro alla Scala. Si ripercorre la mostra che ha esplorato i 240 anni di storia del teatro. Toccanti le immagini di una Scala bombardata o la figura febbrile di Arturo Toscanini che dirige il concerto della riapertura.

E ancora, sembrano appartenere a un evo lontano, e invece si legano agli anni Sessanta, le immagini di piazza Scala stipata di bus, quasi un sigillo al boom economico. Il 15 aprile è atteso il documentario sulla mostra dedicata a Maria Callas. Si raccontano i dodici anni (1950-62) che trasformarono la cantante in un mito. Vi sono interviste a lei ma anche a Herbert von Karajan e a Luchino Visconti, l’uomo che contribuì alla metamorfosi della Callas. Il 22 aprile focus su Rossini alla Scala, il 29 aprile vanno in onda le Storie milanesi passate attraverso i palchi scaligeri.

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