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CORONAVIRUS: FRANCESCO GIAMBRONE “COSI’ RIPARTE L’OPERA”

01.05.2020 – “L’impatto è devastante, drammatico. Un intero comparto si è fermato come non era mai accaduto dal dopoguerra ad oggi, la cosa più innaturale che potesse accadere”. Parla così all’AGI Francesco Giambrone, presidente dell’Associazione nazionale fondazioni lirico-sinfoniche (Anfols) che riunisce dodici teatri d’opera italiani, per dare la misura degli effetti dell’emergenza coronavirus sugli enti lirici. Una crisi che non finirà presto, con la presenza del virus che è destinata a rimanere ancora a lungo. Per cui le Fondazioni lirico-sinfoniche devono guardare avanti. L’Anfols ha iniziato a lavorare per individuare modalità operative innovative per poter continuare a fare teatro nel rispetto di tutte le disposizioni per la protezione delle persone. “Stiamo affrontando con ogni singola componente quali sono le situazioni non compatibili con le misure con cui dovremo convivere nella fase 2 – spiega Giambrone – dal distanziamento all’uso di dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine”.

Il classico esempio è quello del musicista che suona uno strumento a fiato. “Stiamo ipotizzando che sia più distante di un metro dagli altri o che abbia schermi trasparenti che proteggano dalle goccioline di saliva. Ci sono tante possibilità d’intervento. Ad esempio mettere l’orchestra in palcoscenico e non in buca, con un distanziamento di un metro. L’obiettivo è provare a ripartire il prima possibile facendo in modo che il teatro non determini una condizione di pericolo”.

Per quanto riguarda gli spettacoli annullati, al momento c’è la tendenza a rimodulare la programmazione e una tendenza a riproporre tutto più avanti nel tempo, magari per la prossima stagione, e comunque a mantenere gli impegni con gli artisti. Un supporto significativo arriverà certamente dalla tecnologia e dallo streaming. “Il digitale – afferma ancora Giambrone – è un grande alleato, e lo era anche prima, ci aiutava a rendere i nostri teatri più inclusivi, più aperti, e non solo per chi poteva comprare un biglietto”.

“Dobbiamo tornare ad abitare i teatri e fare teatro dal vivo e – continua – probabilmente lo faremo in un modo un po’ diverso, con un’alleanza più forte con il digitale, che nella fase di lockdown completo ci sta aiutando moltissimo. Tutte le nostre produzioni stanno andando in streaming, ci siamo anche reinventati creando dei programmi ad hoc per i nostri canali YouTube e web tv, per i nostri account Facebook e così via”.

E’ una nuova opportunità per tenere viva la relazione con il pubblico, che “nella fase 2 sarà importante perchè avremo delle capienze ridotte”. Lo streaming, nello specifico, dunque “è benvenuto”, fermo restando – precisa Giambrone – che “non ha senso una polemica tra teatro dal vivo e streaming, sono due cose che devono camminare insieme e allearsi”.

Nessuno – prosegue il presidente Anfols – pensa di trattare il teatro come se fosse la televisione, “ma non possiamo neanche restare ancorati a un’idea romantica di teatro per cui la tecnologia non ci aiuta”. “Le arti – conclude – sono sempre state in sintonia con il tempo che cambia. E questo è un tempo che cambia. Magari potrebbero nascere anche stimoli interessanti, nel campo della creatività. Guardiamola con un po’ di ottimismo”.

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