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“PUNITE I SITI DI SECONDARY TICKETING”

LOGO assomusicaRoma, 3 maggio 2019 -  Assomusica, l'associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, ha presentato un esposto denuncia all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e all’Antitrust (AGCM) per chiedere di sanzionare i siti di secondary ticketing.

L'associazione, alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l'80% dei concerti in Italia, ha segnalato all'AGCOM, allegando una serie di documenti, le maggiorazioni fino a 15 volte e oltre dei prezzi ufficiali dei biglietti sui siti "Viagogo", "StubHub" e "MyWayTicket” per alcuni concerti come ad esempio i tour di Jovanotti, di Laura Pausini e Biagio Antonacci, piuttosto che per i concerti di Elisa, The Giornalisti e Jack Savoretti.

«Chiediamo all'autorità a cui vengono attribuiti i poteri di controllo» - spiega il Presidente di Assomusica, Vincenzo Spera - «di fare applicare la legge contro il secondary ticketing (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) e in particolare il comma 545 che prevede sanzioni pecuniarie da 5000 a 180 mila euro per quanti illecitamente fanno lievitare i prezzi dei biglietti a discapito dei consumatori finali. La soluzione individuata dal Governo del biglietto nominativo nel settore della musica live» – prosegue Spera - «riteniamo che oltre a non essere necessaria, comporterà danni certi agli operatori del settore, sia per i maggiori costi da sostenere per i servizi di controllo, sia per l'enorme allungamento dei tempi di afflusso agli eventi e sia per la perdita di tutte quelle forme di prenotazione, promozione e regalo di biglietti, non più consentite allo spettatore, che comporteranno una sicura contrazione delle vendite».

Assomusica – si legge nell’esposto inviato all’AGCOM e per conoscenza all’Antitrust (AGCM) - nella sua veste di associazione di categoria considera quali primari valori da proteggere, nel contesto della propria attività e a tutela di propri associati e del mercato in cui essi operano, sia il diritto dei consumatori a poter accedere nel massimo numero possibile agli eventi organizzati pagando (solo) il prezzo ufficiale fissato dallo stesso organizzatore, sia il diritto degli artisti a non vedere alimentato attorno alla propria performance un mercato parallelo e opaco di compravendita di titoli di ingresso a prezzi spesso maggiorati di molte volte rispetto al prezzo ufficiale.

Nell’esposto denuncia Assomusica segnala ad AGCOM che per il tour “Jova Beach Party” di Jovanotti a fronte di un biglietto con posto unico fissato a 52 euro per la data del 28 agosto a Lignano Sabbiadoro, su Viagogo si può arrivare a fino a 300 euro, cioè 6 volte in più (+500%). Per altre date (ad esempio 6 e 27 luglio 2019) su MyWayTicket si può arrivare a 402 euro ma su StubHub si toccano anche i 960 euro (+ 1750%). Per il concerto di Elisa i biglietti ufficiali, che vanno da 31 a 80 euro, su Viagogo toccano anche i 395 euro (+ 390%). Per il tour di Laura Pausini e Biagio Antonacci i prezzi stabiliti partono da 35 euro fino a 70 euro ma su StubHub possono arrivare a 265 euro (+230%). Situazione analoga (+260%) per il concerto del gruppo The Giornalisti: i biglietti fissati fra 30 e 70 euro StubHub li propone anche a 265 euro. C’è, infine, Jack Savoretti, che da 30 euro, sempre su StubHub, vengono venduti a 144 euro (+380%).

«Avevamo confidato» – scrive fra l’altro nell’esposto Assomusica - «che l'illegittimo mercato parallelo dei titoli di ingresso trovasse finalmente freno e sanzione per effetto dell'applicazione nel nuovo quadro normativo volto a rimuovere la diffusa illegalità di comportamento degli operatori del mercato secondario, ma dobbiamo, però, rilevare che la normativa introdotta dal Comma 545 è sostanzialmente rimasta, ad oggi, "lettera morta". Da tempo, infatti, Assomusica, direttamente o per il tramite dei propri associati, sta monitorando i siti dei più noti operatori di "secondary ticketing", rilevando come sugli stessi continuino ad apparire offerte di vendita di titoli di ingresso largamente superiori al valore nominale dei titoli offerti in vendita».

 

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