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Fontana ricorda Lelio Lagorio

ROMA - 10 GENNAIO 2017 - Il mondo dello Spettacolo Italiano deve molto a Lelio Lagorio. Non mi fa certo velo il rapporto di collaborazione vissuto intensamente nella prima metà degli anni ’80, che si era, poi, trasformato in una sincera amicizia.

Ho fatto parte, infatti, di quel gruppo che, con Vittorio Giacci, Sergio Escobar, Carlo Maria Badini, Bruno Pellegrino, per ricordarne solo alcuni, diede un importante contributo alla elaborazione della legge istitutiva del Fondo Unico per lo Spettacolo del 1985. Doveva essere la legge madre alla quale sarebbero dovute seguite le leggi figlie, quelle per i singoli settori. Infatti, Lagorio, si pose il problema del finanziamento certo delle leggi di settore e pensò che era necessaria una legge ad hoc, una legge madre, appunto. Purtroppo eravamo nel 1985 e le vicende politiche che seguirono non portarono alla realizzazione di questo ambizioso progetto: alla legge madre non seguirono le leggi figlie. E’ innegabile, però, che se lo spettacolo italiano è riuscito sino ad ora a sopravvivere, lo deve in primo luogo a Lelio Lagorio.
Ricordiamolo con gratitudine e affetto
Carlo Fontana

Ultima modifica ilMartedì, 10 Gennaio 2017 16:18
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